Dopo prolungata assenza per cause di studio, mi trovo quasi costretto a tornare "al lavoro" per far fronte ad una situazione che diventa ogni giorno più insostenibile. Nel senso che non la reggo più, niente paura, non che ci porterà all'estinzione nel 2012 come vorrebbe qualcuno.
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8 dicembre 2010
26 ottobre 2010
Abbiamo bisogno di Annarella
Avvistata negli ultimi tempi, anche se a dire il vero sono anni che protesta senza che i media ne diano notizia, vecchietta molto combattiva nei pressi di Montecitorio.
Armata di slogan e striscioni dal sapore grillesco e di una verve polemica più che efficace nella sua veracità, Anna (Annarella per gli amici), questo il nome dell'arzilla contestatrice, non risparmia proprio nessuno: dall'ormai scontato presidente del Consiglio alle ministre scosciate agli alti prelati del Vaticano la "nonnina combattente" (com'è stata nominata nella pagina Facebook a lei dedicata) ha qualcosa da dire su tutti. E non sono commenti piacevoli.
Armata di slogan e striscioni dal sapore grillesco e di una verve polemica più che efficace nella sua veracità, Anna (Annarella per gli amici), questo il nome dell'arzilla contestatrice, non risparmia proprio nessuno: dall'ormai scontato presidente del Consiglio alle ministre scosciate agli alti prelati del Vaticano la "nonnina combattente" (com'è stata nominata nella pagina Facebook a lei dedicata) ha qualcosa da dire su tutti. E non sono commenti piacevoli.
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19 ottobre 2010
Ma che fatica questa Rai!!!
Ma quanto dev'essere difficile lavorare nella televisione cosiddetta "di Stato" o "pubblica" oggigiorno!!!
Pare che qualsiasi proposta, anche se sostenuta dall'interesse di investitori e spettatori e al di là del proprio valore, richieda in questo periodo di essere attentamente valutata, costantemente controllata e, in casi estremi, addirittura sospesa d'autorità.
Che i nostri bravi informatori Rai si siano dati di colpo alla militanza tanto da mettere realmente in pericolo il Paese??
Facciamo un breve resoconto:
Pare che qualsiasi proposta, anche se sostenuta dall'interesse di investitori e spettatori e al di là del proprio valore, richieda in questo periodo di essere attentamente valutata, costantemente controllata e, in casi estremi, addirittura sospesa d'autorità.
Che i nostri bravi informatori Rai si siano dati di colpo alla militanza tanto da mettere realmente in pericolo il Paese??
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18 ottobre 2010
Un po' di umiltà on. Carlucci...
Bene, è evidente che abbiamo toccato il fondo.
Se Gabriella Carlucci (e nota bene, non esattamente una mente politica eccelsa ma una ex soubrette/show-girl/donna-di-facili costumi qualunque) si permette di lamentarsi del proprio immeritato stipendio da parlamentare, che ad oggi ammonta all'incirca a 20000 euro al mese a fronte di migliaia di famiglie per cui la fine del mese è ogni volta un traguardo importante, si può dire tranquillamente che la cricca al potere ha perso anche l'ultimo sprazzo di decenza che vagamente ci faceva ancora somigliare a una democrazia: il rispetto per l'intelligenza minima del proprio popolo e per i lavoratori.
Se Gabriella Carlucci (e nota bene, non esattamente una mente politica eccelsa ma una ex soubrette/show-girl/donna-di-facili costumi qualunque) si permette di lamentarsi del proprio immeritato stipendio da parlamentare, che ad oggi ammonta all'incirca a 20000 euro al mese a fronte di migliaia di famiglie per cui la fine del mese è ogni volta un traguardo importante, si può dire tranquillamente che la cricca al potere ha perso anche l'ultimo sprazzo di decenza che vagamente ci faceva ancora somigliare a una democrazia: il rispetto per l'intelligenza minima del proprio popolo e per i lavoratori.
15 ottobre 2010
Un reality troppo reale
Non penso di andare incontro a gravi critiche (anzi!) sostenendo che secondo me il paragone proposto dal sempre ottimo (anche se non si è capito per chi) Tg5 tra la liberazione dei minatori intrappolati in Cile e il classico momento dell'uscita dei concorrenti dalla casa del Grande Fratello (vedi video sotto) sia una "cagata pazzesca", per dirla con uno dei più coloriti personaggi del nostro cinema. Eppure a ben guardare, e qui forse qualcuno vorrà smentirmi, quanto affermato nel servizio non è poi così distante dalla realtà.
11 ottobre 2010
I Simpson visti da Bansky
L'artista e attivista britannico Bansky, figura di culto nell'ambiente underground internazionale per il carattere provocatorio, quando non proprio sovversivo, di molte sue opere, ha realizzato una speciale sigla di apertura (video postato a fondo pagina, ndr) per quello che ad oggi è probabilmente l'unico programma "alternativo" altrettanto di culto (e da almeno 20 anni): i Simpson.
Una collaborazione che com'era facile immaginare non è passata inosservata.
Una collaborazione che com'era facile immaginare non è passata inosservata.
5 ottobre 2010
I Pallonari
D'accordo, probabilmente non è la notizia più importante o significativa del momento (quanti conflitti, quante stragi e tragedie non vengono nemmeno menzionati dai nostri canali d'informazione e passano praticamente inosservati all'opinione pubblica??), ma è pur sempre vero che la nostra nazionale maschile di pallavolo ha raggiunto la seconda fase di un mondiale giocato in casa e nessuno in tv si è nemmeno degnato di avvisarci: i risultati dei nostri non sono stati annunciati né nei tg principali delle reti né nei numerosi approfondimenti di carattere sportivo; strano non trovate?
Persino il molestissimo Studio Sport (di durata ben superiore alla media del genere), che pur di riempire il proprio spazio non esita a raccontarci dell'ultima influenza di Cassano o della diarrea fulminante che ha colpito Balotelli, ha preferito sorvolare completamente sulle prestazioni degli azzurri, forse per non correre il rischio di dire per la prima volta qualcosa di interessante.
Persino il molestissimo Studio Sport (di durata ben superiore alla media del genere), che pur di riempire il proprio spazio non esita a raccontarci dell'ultima influenza di Cassano o della diarrea fulminante che ha colpito Balotelli, ha preferito sorvolare completamente sulle prestazioni degli azzurri, forse per non correre il rischio di dire per la prima volta qualcosa di interessante.
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